La miseria umana ci spinge anche a fare queste considerazioni, rendendoci gelosi del prodotto della nostra stessa inciviltà, come miserabili che si contendono il miglior pezzo di spazzatura.

E’ nei mercati rionali che si può avere un chiaro esempio di quanto l’essere umano sia spinto a compiere azioni autolesionistiche, danneggiando il pianeta e se stesso, sia nel piccolo che nell’insieme globale, anche grazie ad una miope lungimiranza. Tristemente noto è infatti quanto sporco, spazzatura e spreco alimentare si perpetra quotidianamente al termine dei mercati rionali, al punto che sono nate associazioni che tentano di porre rimedio laddove arranca l’amministrazione pubblica. 

Ma il detto popolare dei nostri nonni potrebbe ritornare in voga con qualche piccolo adattamento interpretativo, “i panni sporchi si lavano in casa propria”. 

Quando pensano di impiegare immigrati, detti #ecomori, per la lotta allo spreco alimentare e differenziazione dei rifiuti tali associazioni, pur facendo un bellissimo lavoro, potrebbero finire col peccare di ingenuità, perché al tempo stesso è anche preoccupante per implicazioni socio economiche.
Differenziazione, smaltimento e lotta allo spreco alimentare, potrebbero rappresentare nell’immediato futuro una grossa fetta di un nuovo mercato emergente, purtroppo a causa della sovrappopolazione sempre più in crescita. Proprio con l’aiuto di associazioni italiane, immigrati si accaparrano in sordina questa fetta di mercato, potenzialmente sottraendola di fatto a milioni di disoccupati italiani, guadagnandosi meritatamente anche il plauso di salvare il pianeta.

Non serve una mente imprenditoriale troppo esperta per capire che il nuovo “oro nero” non sarà più solo il petrolio ma anche tutti i suoi derivati, non solo per i posti di lavoro che può generare ma anche per il reimpiego di risorse non più considerate come rifiuti.
Potrebbero essere tanti posti di lavoro che inconsapevolmente italiani sporcaccioni e incivili creano per altri italiani che invece sono in cerca di occupazione.

Per l’utile attività e desiderio di integrazione, sarebbe tutto molto bello se non si tenesse in considerazione i due concetti che stanno alla base della guerra che si combatte nei tempi (nemmeno più di tanto) moderni:

  • @Luigi: le guerre si combattono sul piano economico e industriale;
  • @Matteo: l’attacco più efficace è quello all’insaputa del nemico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *