Se i mercati rionali sono la versione antica dell’e-commerce e i libri lo sono degli eBook, possiamo anche dire che il book-crossing è la versione moderna del Progetto Gutenberg.

Il Book Crossing ora approda anche nei mercati rionali, come parte di un più ampio progetto di svecchiamento.

In sintesi si tratta della pratica di regalare libri, ma contrassegnati per tracciarne il loro viaggio nel mondo, per avere il piacere, oltre quello di aver regalato al mondo un po’ di cultura, anche di sapere quanti giri ha fatto il nostro libro dopo essere passato di mano in mano.

Da Wikipedia

Il BookCrossing (dai termini in lingua inglese book, libro e crossing, attraversamento, passaggio, anche noto come BC, passalibro, giralibri, liberalibri, Libri liberi, Libri in libertà) è un’iniziativa di distribuzione gratuita di libri che ruota intorno all’esistenza di un elenco di volumi identificati da un codice unico, attraverso cui è possibile seguire la traversata del libro, e il suo incrociarsi con i lettori. Materialmente consiste nella pratica di una serie di iniziative collaborative volontarie e completamente gratuite, di cui alcune anche organizzate a livello mondiale, che legano la passione per la lettura e per i libri alla passione per la condivisione delle risorse e dei saperi. L’idea di base è di lasciare libri nell’ambiente naturale compreso quello urbano, o “into the wild”, ovvero dovunque si preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri, che eventualmente possano commentarli e altrettanto eventualmente farli proseguire nel loro viaggio. Il termine deriva da bookcrossing.com, un club gratuito di libri on-line fondato nel 2001 per incoraggiare tale pratica, al fine di “rendere il mondo intero una biblioteca”. L’uso di questo termine è divenuto così diffuso da meritare, dal 2004, una voce nel Concise Oxford English Dictionary:

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